Giustizia è fatta: le estetiste potranno lavorare anche durante la zona rossa

Importante svolta al nostro settore. Ora l’estetica potrà lavorare anche in zona rossa.

Un settore immotivatamente penalizzato durante tutta la pandemia può tirare un sospiro di sollievo e iniziare a ricostruire, anche meglio di prima, quanto perduto nell’ultimo anno.

Sembra ormai certo che le attività di estetica e dermopigmentazione possano tornare alla loro attività anche in zona rossa.

La categoria chiedeva al governo quali fossero le motivazioni che spingessero alla loro penalizzazione, concedendo alle volte l’apertura in zona rossa a parrucchieri e fermando l’attività delle estetiste. Un danno enorme, spesso immotivato!!!!

Del resto, le proteste di tutte le professioniste e delle loro associazioni di categorie erano ben motivate, in quanto si proclamava che esse fossero uno dei settori più sicuri nel contatto con la clientela.

Infatti, le misure di prevenzione di igiene e sanità, sono fondamenti ed imprescindibili per ogni operatrice e operatore del settore.

Dopo il Covid-19 queste misure erano state ulteriormente rafforzate con ulteriori precauzioni e con la limitazione del numero di clienti presenti nel centro nello stesso momento.

Mesi di chiusura che hanno causato ingenti perdite economiche del settore, ma che non hanno scalfito la determinazione di tutte le estetiste, con la grande passione per il loro lavoro.

Una risposta molto positiva è venuta anche dalla clientela, che in un momento così delicato anche sotto il profilo economico, non ha esitato a ritornare con felicità a tornare dall’estetista e a riprendersi cura di se, compatibilmente con le continue aperture e chiusure che i centri estetici hanno dovuto subire.

I clienti dei centri estetici hanno confermato quanto sia socialmente importante la figura dell’estetista e delll’operatore dell’estetica, esprimendo la loro necessità di frequentare un centro estetico, perché sentirsi più belle/belli non è solamente un sintomo di vanità, ma un segno di volersi bene e di prendersi cura di se, del proprio corpo e del proprio aspetto.

La riapertura delle estetiste in zona rossa è stata stabilita dal TAR

“Non può essere seguita la difesa erariale laddove afferma che “la cura e il trattamento dei capelli e della barba da parte degli acconciatori corrisponde a un bisogno e ad una esigenza di cura, anche igienica, della persona ben più essenziale e irrinunciabile rispetto al miglioramento dell’aspetto estetico generale””

Questo sunto della sentenza del TAR del Lazio sancisce una vittoria della categoria dell’estetica e della dermopigmentazione e del settore ‘cura della persona’.

Noi da parte nostra, abbiamo sempre lottato con le associazioni di categoria per affermare la sicurezza del nostro ambiente di lavoro e ci siamo sempre resi disponibili ad attuare misure igieniche anti contagio ancora più stringenti.

Sempre la sentenza del TAR cita :

“Si tratta, invero, di una opinione che, oltre a non poter assurgere a motivazione di un provvedimento amministrativo, sia perché appunto opinione sia perché comunque postuma rispetto all’atto impugnato, risulta smentita e contraddetta dai precedenti atti della stessa amministrazione”.

L’associazione di categoria maggiormente rappresentativa in Italia aveva segnalato la discriminazione con infinite pec alla Presidenza del Consiglio senza però aver mai avuto la benché minima risposta – si legge nel comunicato di Confestetica –

Così il 31 dicembre 2020 l’associazione aveva presentato ricorso al Tar, tramite i propri legali Maria Camporesi del foro di Rimini e Ugo de Luca di Roma.

La sicurezza dei centri estetici

Come citavamo sopra,  “l’estetista lavora in ambienti generalmente singoli e separati (cabine) e le prestazioni tipiche comprendono già misure di prevenzione del rischio da agenti biologici alle quali ci si deve attenere rigorosamente nello svolgimento della normale attività professionale”.

Dopo i vari ricorsi e pressioni da parte delle associazioni di categoiria, finalmente i magistrati hanno sentenziato:

“pur essendo innegabile che tutte le misure restrittive imposte per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso siano ispirate al principio di precauzione, nel caso di specie la discriminazione fra le attività dei parrucchieri/barbieri e dei centri estetici non risulta supportata da una base istruttoria o da evidenze scientifiche”.

Questo non riparerà ai danni subiti durante il 2020 e parte del 2021 da parte di un settore già estremamente controllato per l’igiene e la sanità e la cui professionalità risulta essere ben comprovata, ma permetterà alle estetiste ed ai dermopigmentisti di poter finalmente riprendere la loro attività, soprattutto in una stagione favorevole, la primavera!!

Un sentito e forte in bocca al lupo a tutti i colleghi e ribadiamo la nostra fierezza nella professionalità che, ognuno di noi profonde nella propria attività.

 

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